Tutti i campi in rosso sono obbligatori
Tutti i campi in rosso sono obbligatori
Se cerchi un posto tranquillo dove rilassarti in mezzo al verde di un giardino meraviglioso, ami la natura e gli animali, non vuoi fare a meno del mare e della piscina, magari vuoi andare a cavallo, vuoi godere della vicinanza di una città d’arte come Lecce, allora da noi sei nel posto giusto!
Il B&B Le Amazzoni si trova lungo la strada Provinciale Lecce-Torre Chianca, all’interno dell’oasi naturalistica “Bosco e paludi di Rauccio”, a 2 Km da un mare cristallino con spiaggia, dune e la foce di un fiume sotterraneo che affiorando forma un bacino di grande bellezza e interesse naturalistico e a 10 Km dal campo di Golf Acaya Club.
Dispone di una stanza doppia con bagno privato, aria condizionata, TV satellitare, prima colazione, uso piscina, sedia a sdraio e ombrellone (per piscina) inclusi e, di case vacanze con 3-4 e 5 posti letto con uso cucina, piscina, campo da tennis e free bike.
Lezioni di equitazione per adulti e per bambini, free bike.
Per soggiorno minimo di 4 giorni, transfer da e per:
* stazione di Lecce (max 4 persone)
* aeroporto di Brindisi (max 4 persone)
* aeroporto di Bari (max 4 persone)
* servizio navetta Campo da Golf Acaya Club
Pranzo e cena a 200 metri di distanza presso un Ristorante/Pizzeria.
Per soggiorno minimo di 4 giorni, transfer da e per:
* stazione di Lecce (max 4 persone)
* aeroporto di Brindisi (max 4 persone)
* aeroporto di Bari (max 4 persone)
* servizio navetta Campo da Golf Acaya Club
Lecce è il capoluogo di provincia più orientale d'Italia, nonchè il maggiore centro culturale della penisola salentina. E' posta a 11 chilometri dalla costa adriatica e a 23 da quella ionica. Già centro messapico e florido municipium romano, conobbe la sua età dell'oro fra il cinquecento e il seicento quando, come dominio della Corona d'Aragona e parte del viceregno di Napoli, passò nelle mani dell'Imperatore Carlo V, che vi edificò l'omonimo castello, a ridosso del centro cittadino. Una serie di ispirati architetti, un vescovo mecenate, ed una particolare pietra locale, sono gli ingredienti speciali che stanno alla base della fortuna del Barocco Leccese, diffusosi, poi, in tutto il Salento. Si tratta di una effervescente ed esuberante interpretazione del barocco, con richiami al gusto spagnolo plateresco della corte, a base di putti danzanti, festoni floreali, animali dal nobile piumaggio, colonne tortili e cornucopie, dalla splendida monocromia regalata dalla pietra leccese giallo oro, come il sole del Salento; si tratta di una roccia calcarea, purtroppo molto sensibile agli agenti atmosferici. Sotto l'impulso del vescovo Luigi Pappacoda si è dispiegato il genio di artisti come Gabriele Riccardi, Antonio e Giuseppe Zimbalo, Cesare Penna, Giuseppe Cino, Mauro ed Emanuele Manieri, questi ultimi in un secondo periodo.
Tutta la città è disseminata di capolavori dell'arte Barocca ma il vero e proprio fiore all'occhiello di questo stile è la Basilica di Santa Croce e all'attiguo Convento dei Celestini. In Piazza Sant'Oronzo, cuore della vita cittadina, troviamo altre testimonianze dell'importanza della città nelle varie epoche: l' Anfiteatro romano del secondo secolo d.C., scoperto solo all'inizio del novecento, utilizzato ancor'oggi per eventi e spettacoli. Particolarmente fastoso è il tardocinquecentesco Palazzo del Sedile, sede del potere comunale che costituisce una bella prospettiva insieme alla coeva chiesa di Santa Maria delle Grazie. Veglia dall'alto la statua settecentesca del Santo Patrono, adagiata su una colonna di spoglio proveniente da Brindisi: è una delle colonne che segnalavano la fine dell'Appia, infatti, e fu donata dai Brindisini al Santo leccese, in occasione di una miracolosa protezione dalla peste che funestò il Salento nella metà del seicento. Da vedere anche Piazza Duomo, uno dei rari esempi di "piazza chiusa". Un tempo, la sera le porte, delle quali ancora oggi sono visibili gli imponenti mozzi, venivano serrate. Che si tratti di un chiaro esempio di barocco è evidente anche dalla soluzione a dir poco teatrale della "falsa facciata". Il visitatore che entra in Piazza Duomo si trova di fronte una facciata di chiesa, che solo ad una attenta visione si rileva "posticcia". È sufficiente varcare la soglia del portale per ritrovarsi nella navata laterale della Chiesa. La cattedrale non accoglie, dunque, di fronte il visitatore, ma si trova collocata, rispetto all'ingresso della Piazza, in modo parallelo. La soluzione scenografica venne adottata per evitare che il visitatore si trovasse di fronte ad un muro piatto e senza decori. Un'ulteriore curiosità...La città è stata inserita (unica città italiana) nella lista "Best in travel 2010" di Lonely Planet quale città da visitare nel 2010, insieme ad altre nove, per la bellezza dei suoi monumenti e del suo centro storico barocco.