Tutti i campi in rosso sono obbligatori
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Santa Maria di Leuca “De Finibus terrae” Impossibile non perdersi nell'orizzonte dei due mari che si incrociano all'estrema punta d'Italia e diventano Mediterraneo (offrendo da un lato la scogliera e dall’altro la spiaggia) su quel promontorio che è custode geloso della cultura del Salento. Con le sue splendide ville ottocentesche, è uno dei luoghi più eleganti e suggestivi di Puglia. “Villetta Due Mari” di nuovissima costruzione è un complesso di quattro unità immobiliari gemelle di cui due al pian terreno (473 e 474) e due a piano primo (471 e 472) vicina a una bella caletta di sabbia (100 metri), più di 300 mq di TERRAZZE su vari livelli disponibili per i codici 473-474 regaleranno un’atmosfera rilassante, una parte di queste è coperta da un porticato ed è attrezzata con tavoli sedie ed un’altra scoperta per prendere il sole e godervi magici cieli stellati. La casa è composta da ampio soggiorno, 3 camere da letto (6posti letto +2), 2 bagni completi di tutti i servizi, completamente arredata e fornita di ogni confort: zanzariere, TV, barbecue, ecc… La villetta si trova in un angolo di pace nel pieno centro del paese, il posto auto è recintato e comune ai quattro appartamenti La vicinanza al mare, negozi, ristoranti e pubs vi permetteranno di fare una vacanza senza l’obbligo di prendere la macchina.
Santa Maria di Leuca è una frazione del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce. Rinomata località turistica, è la propaggine più meridionale tra i vertici ideali del Salento, insieme a Taranto e a Pilone.
Dalla piccola cittadina è talvolta visibile, in determinate condizioni, una linea di separazione longitudinale, ben distinguibile cromaticamente (dovuta in realtà all'incontro fra le correnti provenienti dal Golfo di Taranto e quelle dal Canale d'Otranto), ha da sempre suggerito alla fantasia popolare un confine fisico fra i due mari.
Dall'ottobre 2006 il territorio di Santa Maria di Leuca rientra nel Parco Costa Otranto - Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di pregiati beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali.
Poco fuori Punta Ristola, a 85 metri sotto il livello del mare, giace lo scafo del sommergibile oceanico italiano Pietro Micca, affondato durante la seconda guerra mondiale col suo equipaggio di 58 marinai.
La leggenda narra che Santa Maria di Leuca (o forse Porto Badisco) sarebbe stata il primo approdo di Enea. Successivamente sarebbe qui approdato Pietro apostolo, il quale, arrivato dalla Palestina, iniziò la sua opera di evangelizzazione, per poi giungere a Roma dove fondò la Chiesa. Fu allora che Leuca assunse il suo nome completo di "Santa Maria di Leuca". Il passaggio di San Pietro è anche celebrato dalla colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica, recentemente ristrutturata.
Una scalinata di 284 gradini collega la Basilica al sottostante porto facendo da cornice all'Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia in mare: la costruzione dell'opera iniziò nel 1906, poi, con l'inizio della prima guerra mondiale, i lavori si fermarono e furono ripresi solo dopo la conclusione della guerra. Quindi l'Acquedotto Pugliese giunse a Leuca nel 1939, anno in cui l'opera fu completata. La monumentale scalinata e la colonna romana che ne segna il termine furono inviate da Roma da Benito Mussolini.
Leuca è una località turistica famosa soprattutto per le ville ottocentesche, costruite secondo vari stili per la maggior parte dagli architetti Ruggeri e Rossi.
Verso la fine del XIX secolo si contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato.
Infatti, durante la II guerra mondiale, a molte ville furono sottratti gli elementi decorativi metallici (balaustre, ringhiere, ecc.) necessari per la produzione di armi; inoltre nello stesso periodo quasi tutte le ville furono requisite ai proprietari e utilizzate per l'accoglienza agli sfollati. Alcune subirono gravi danni e, alla fine della guerra, furono ristrutturate in maniera tanto radicale da essere spesso rovinate. Altre ville sono andate in disuso, mentre solo alcune conservano ancora l'aspetto originario, sia esterno sia interno.
Caratteristica di alcune di queste dimore (soprattutto quelle prospicienti il lungomare) era, inoltre, di avere sulla scogliera dei "capanni", alcuni in muratura e altri in legno, detti "bagnarole", che nascondevano alla vista del popolo le signore mentre godevano dei bagni nei mesi estivi. Ogni bagnarola apparteneva ad una villa, di cui ne riportava lo stile o, soprattutto, i colori.
Oggi le bagnarole in legno sono state completamente eliminate, mentre tra quelle in muratura ne rimangono solo un paio, ma in disuso.
Basilica Santa Maria De Finibus Terrae
La data virtuale che ha dato inizio al culto cristiano sul promontorio japigeo nell'attuale Basilica di Leuca deve collocarsi ai tempi di San Pietro. Si tramanda che San Pietro in viaggio per Roma fece tappa a Leuca e da allora il tempio dedicato alla dea Minerva, posto sul promontorio japigeo, diventò un luogo di culto cristiano. La devozione dei fedeli verso la Madonna di Leuca ha origine antica: si parla di un grande miracolo che avrebbe salvato i pescatori il 13 aprile 365 da una burrasca.
Il faro di Leuca
Il faro di Santa Maria di Leuca è situato sulla Punta Meliso. Fu progettato dall'ingegner Achille Rossi e fu attivato nel 1866 dal Genio civile, con macchina a luce fissa variata a splendori 30 cm in 30 secondi. È alto 48,60 m dalla base e si trova a 102 m sul livello del mare. Emette tre fasci di luce che sono visibili, in particolari condizioni meteorologiche, ad oltre 40 km. Con una scala a chiocciola di 254 gradini si può salire alla gabbia dell'apparato di proiezione. Nel 1937 l'alimentazione del faro, che fino a quel momento era a petrolio, fu trasformata in energia elettrica. La lanterna originale venne costruita a Parigi e sostituita più volte (1941 e 1954) insieme all'apparato rotatorio.
Tradizioni locali
Il 15 agosto di ogni anno si festeggia la Madonna di Santa Maria di Leuca. La statua della Madonna, dopo essere stata trasferita dal Santuario alla Chiesa del Cristo Re il giorno prima nella manifestazione detta "l'intorciata", viene portata in processione per tutto il paese alla presenza del Vescovo e delle autorità civili e militari, fino ad arrivare al porto. Qui viene imbarcata su una paranza di pescatori, precedentemente estratta a sorte e addobbata a festa per l'occasione, e viene seguita in processione da tutte le altre paranze e da centinaia di natanti privati. Giunta nei pressi della marina di San Gregorio, sempre via mare ritorna a Leuca, dove nuovamente viene ricollocata nella chiesa del Cristo Re e poi trasferita nuovamente nel Santuario. La festa si conclude intorno a mezzanotte con lo spettacolo pirotecnico. La devozione verso la Madonna di Leuca è dovuta al fatto che è considerata la protettrice dei pescatori in base ad un episodio avvenuto nel XVI secolo. Si racconta infatti che una terribile bufera mise in pericolo le barche dei pescatori e la stessa Leuca, e che per intercessione della Madonna i pescatori e gli abitanti di Leuca ottennero la fine della burrasca e la salvezza delle barche.
Ogni anno, in genere in una domenica di maggio stabilita di volta in volta, si svolge "Ville in festa", manifestazione in cui le ville ottocentesche vengono aperte al pubblico e ne vengono illustrate le caratteristiche storiche ed architettoniche ai visitatori. Il percorso guidato prevede all'interno di ogni villa la degustazione di specialità enogastronomiche o l'esposizione di composizioni floro-vivaicole. L'accesso alle ville, comunque gratuito, è regolato dai proprietari, i quali decidono di far visitare solo i parchi o anche gli interni.